“Mani in pasta”: 20 ragazzi down apprenderanno l’arte dei pizzaioli

Quando Christian Romano parla dell’iniziativa che ha ideato con i suoi fratelli gli si illuminano gli occhi. A partire da lunedì prossimo (11 aprile) 20 persone con sindrome di Down si ritroveranno nel suo panificio/pizzeria/gastronomia “L’artigiano panettiere & La Bottega di Bacco” di piazza Raffaello, al Sant’Elia, per intraprendere un corso di 40 ore durante il quale apprenderanno l’arte della pizza e della panificazione. Il lodevole progetto, senza precedenti in provincia di Brindisi, è stato denominato “Mani in pasta”.

A questo manipolo di aspiranti pizzaioli verrà data la possibilità di lavorare e impastare tutti gli ingredienti che servono per realizzare Il gruppo di ragazzi down che parteciperà al progetto Mani in pasta-2l’impasto delle pizze. Non solo. Gli allievi conosceranno l’essenza degli ingredienti, impareranno cosa sono la lievitazioni e la maturazione e cercheranno di realizzare la stesura dell’impasto per la pizza classica e non solo.

Christian e i suoi fratelli, del resto, non sono nuovi a iniziative di questo genere. L’idea di coinvolgere i ragazzi down nel mondo della panificazione è nata dalla collaborazione con gli istruttori dell’associazione onlus “Il senso della vita” (Angelo Spinella e Rossella Casalino su tutti) e si è materializzata grazie al sostegno dell’associazione “Grandi mulini italiani” (nelle persone del referente nazionale Matteo Rebec e del responsabile marketing, il signor Giandoso), e dei referenti della “Pizza New School”, Antonio e Luigi Ricchezza.

Christian ha lanciato una vera e propria sfida ai suoi colleghi istruttori della “Pizza News School”, di cui lui è il referente brindisino. In cosa consiste questa sfida? “Oltre alla pizza classica – dichiara il panificatore brindisino – riusciremo a realizzare e quindi a preparare anche l’impasto della pizza in teglia. Sì, proprio quella che ha bisogno di tanta, ma di tanta accuratezza”.

Il laboratorio in cui verranno impartite le lezioni ai ragazzi down-2Gli allievi verranno divisi in due gruppi, “perché 20 ragazzi – spieha Christian – sono tanti da gestire”. “I corsi – prosegue Christian – si svolgeranno in giornate compatibili con quelle di chiusura dell’attività: quindi domenica mattina e lunedì pomeriggio.” Al termine del progetto, ai ragazzi verrà rilasciato di partecipazione. Il tutto sarà suggellato da un evento finale in cui i novelli panificatori prepareranno pizze e focacce per il pubblico. Christian impartirà le lezioni insieme ai fratelli Marco, Sonia e Fabio e con l’aiuto di altri due collaboratori: Mirko e Valentina Fersini.

“I nostri genitori (Mario e Ada) – racconta Christian – hanno aperto questa attività più di 30 anni fa, nel quartiere in cui siamo nati e cresciuti”. La Bottega di Bacco sorge nel cuore di piazza Raffaello, scorcio di periferia brindisina afflitto da diverse problematiche. Da circa tre anni, una sala adiacente al banco salumi ricco di prelibatezza provenienti da diverse regioni (fra le varie leccornie si possono trovare anche il capocollo di Martina Franca, il pecorino di Fossa e il formaggio al tartufo) è stata attrezzata con tavolini in cui vengono servite le pizze appena sfornate.

La scorsa settimana, i Romano hanno ulteriormente allargato l’ala adibita a pizzeria, aumentando i coperti. “Abbiamo clienti che La Bottega di Bacco-2provengono non solo da tutta la città – afferma Christian – ma anche da altre province”. Non si può non provare un certo stupore nello scoprire un punto di eccellenza nel settore della gastronomia in una zona marginale del capoluogo. Consapevoli della situazione di degrado dalla quale sono circondati, i Romano da anni sono impegnati nel sociale.

“Siamo radicati – afferma Ancora Christian – in questo rione. Abbiamo organizzato varie manifestazioni con la parrocchia. Abbiamo realizzato dei progetti con la scuola internazionale dell’Onu e altri ne abbiamo in cantiere. Adesso ci accingiamo a intraprendere questo percorso con ragazzi down. La speranza è che qualcuno di loro, al termine del corso, possa trovare degli sbocchi lavorativi. Il primo approccio che abbiamo avuto con i ragazzi è stato entusiasmante. Ognuno di essi ci ha trasmesso una straordinaria voglia di vivere: delle emozioni uniche. Non vediamo l’ora che questa nuova avventura abbia inizio”.

mani in pasta

Lascia un commento