Letizia a Modena

E’ pomeriggio ormai fatto, sono quasi le cinque.

Sono qui alla “Nazareno” Cooperativa per disabili a Carpi vicino a Modena. Letizia è stata chiamata come fotografa ufficiale della manifestazione che si svolge tutti gli anni e dura una settimana. Stamattina infatti, c’è stato al Teatro Comunale, uno spettacolo di musica e danza: si sono esibiti diversi gruppi, quattro in musica e altri quattro gruppi in danza. La giuria li ha giudicati e ha deciso chi andrà in finale, rimarremo dunque anche per la serata ad applaudire i vincitori delle sezioni TEATRO, MUSICA E DANZA nelle categorie esordienti e professionisti.

Inizio da questa esperienza di oggi per dire fin dove mi ha portato “la Leti”.

Letizia è mia figlia affetta da sindrome di Down ed ha 23 anni.

Fotografa per hobby ma lo farebbe volentieri come mestiere, ed invece, è maestra d’asilo. Meglio, come dice lei: “assistente delle maestre all’asilo presso la Nuova Scuola di Pesaro”.

Oggi, dicevo, abbiamo visto uno spettacolo a dir poco commovente.

Come qualcuno aveva presagito giorni addietro, poteva essere uno “Spettacolo degli Orrori”: ballerini in carrozzella, spastici alla pianola, down alla batteria, al piano!!! Niente di più sbagliato: una meraviglia!!!

Con quale ardore, precisione, dedizione, passione, determinazione ed umiltà si sono visti spastici in carrozzella suonare ad un ritmo forsennato il tamburello che un’educatrice accovacciata di fianco alla carrozzella gli teneva fermo all’altezza del ginocchio. Un semplice tamburello ed un impegno totale di tutto il corpo, di tutta quella parte del corpo che poteva muovere: una gamba (quella con cui colpiva il tamburello), la testa, le spalle. Una forza della natura, un tutt’uno con il ritmo, la musica nel sangue (come si usa dire).

Oppure il batterista, peraltro serissimo, con sindrome di Down, massimamente impegnato a picchiare sui tamburi e sui piatti mai in maniera scomposta. Determinato nel rullare e silenzioso nello sguardo non ha sbagliato una battuta.

E cosa dire dello spastico ripiegato su di sé con le dita delle mani rattrappite, solo l’indice ed il pollice in funzione che suonava a dir poco convinto le canzoni dei Nomadi insieme al suo gruppo: I Sognatori.

E da ultimo Miriam una ragazzina in carrozzella con le gambe “inutili” che ha detto: “io pensavo che per una come me la possibilità di ballare fosse l’ultima delle possibilità, non muovo nè gambe nè piedi. Con la mia maestra ho imparato a ballare, è possibile anche per me. Grazie”

Ho pianto dall’inizio alla fine, uno spettacolo coinvolgente, travolgente. Come non pensare che Qualcuno li ha voluti, voluti per un bene che è lì davanti ai nostri occhi, sotto tutte le apparenze?

Che dire ora della Leti? Mia figlia è una di questi.

Ora (in this moment) si trova negli uffici ai piani superiori di questa bellissima struttura che è solo una parte della intera cooperativa “Nazareno” fatta di laboratori, officine, palestre, cucine e tanto altro. Insieme al fotografo professionista, sta selezionando le sue foto che verranno proiettate questa sera durante la premiazione in Teatro.

Sono lì davanti al computer insieme: lei decide quali foto buttare e quali tenere. Antonio, il fotografo discute insieme a lei ma sostanzialmente esegue.

Si sono fatte le sei.

Stasera torniamo a casa… cosa ancora ci riserverà il futuro? Sarà imprevisto!!! Perciò bellissimo!!! Sarà bellissimo.

Maurizio

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