John e Jack: Intervista al fratellino Down. E il video diventa virale.

Il video è di quelli che incantano e commuovono. Cinque minuti e 30 secondi di immagini, che sono un inno alla vita e raccontano meglio di tanti trattati medici il vero potenziale delle persone affette da sindrome di Down. L’hanno visto in migliaia, da quando Giacomo Mazzariol, un diciottenne di Castelfranco Veneto, ha deciso di girarlo assieme alle sue due sorelle e di caricarlo su You Tube. E in pochi giorni è diventato subito «virale». Il protagonista è un bambino Down: Giovanni, il fratello dodicenne di Giacomo. Vestito con giacca e farfallino, lo si vede partecipare a un improbabile colloquio di lavoro durante il quale gli viene chiesto di presentarsi, quali sono le sue esperienze, le sue qualità e cosa lo rende adatto a un’assunzione. Le risposte del bambino determinano un colloquio fallimentare, che però non corrispondono al vero potenziale di Giovanni, ai suoi ricordi e all’amore che lo circonda.

«Ho cercato di mostrare la stupidità di quelle che sono le aspettative della società rispetto a ciascuno di noi», spiega Giacomo Mazzariol. «Molti misurano il successo di un’altra persona in base al suo stipendio, alle esperienze lavorative e alle sue ambizioni, quando invece per scoprire le vere qualità di ciascuno occorre guardare alla sua quotidianità». Il video mostra piccoli frammenti della vita del piccolo Giovanni. Abbracci, sport, faccende domestiche e gesti d’affetto scambiati con i suoi familiari. Il filmato ha trasformato i due fratelli trevigiani in piccole star di internet. «Ricevono messaggi e lettere, anche da parte di persone affette dalla stessa sindrome di Giovanni», racconta orgogliosa la mamma, Katia Colella. E mentre il dodicenne si riguarda nei servizi che le televisioni mandano in onda su di lui e la sua famiglia, Giacomo pensa a come portare avanti la sua personale battaglia contro i pregiudizi. «Mio fratello sogna di fare l’attore («Oppure il pompiere», dice Giovanni, ndr) e allora presto gireremo insieme altri filmati. L’idea è di creare una web series chiamata “Jack e John” da diffondere attraverso un canale You Tube». E non è l’unica novità. Giacomo e Giovanni racconteranno nelle scuole il loro rapporto.

«Fino a poco tempo fa solo pochi amici sapevano che avevo un fratello affetto dalla sindrome di Down. Era come se mi vergognassi di dirlo. Ma ora è diverso: Giovanni mi ha cambiato la vita, insegnandomi l’umiltà e l’importanza di vedere le cose sotto una prospettiva diversa. Non fosse per lui, oggi sarei uno sbruffone». Ed è proprio questo, che il diciottenne vuole raccontare ai ragazzi della sua generazione. La stessa che passa le giornate sui social network e che ha pianto e sorriso guardando il breve film che hanno realizzato. «Un amico mi ha invitato a tenere una conferenza nel suo college a Londra, il 9 aprile. In quei giorni, con i miei compagni, sarò in gita scolastica nella capitale inglese e, se il preside mi darà l’autorizzazione, racconterò agli studenti britannici ciò che ho imparato della vita da mio fratello Giovanni». Poi, se tutto andrà come spera la famiglia Mazzariol, i due potrebbero iniziare un tour nelle scuole, a cominciare da quella frequentata dal bambino. «Giò si appassiona a tutto – spiega il liceale – anche a quello che noi ormai diamo per scontato. Vive ogni cosa con semplicità cogliendo sempre il meglio».

Patrizia Tolot, presidente dell’Associazione Down Dadi e del Coordinamento regionale per l’inclusione sociale, spiega che «il video mostra come spesso gli adulti proiettino sui giovani le proprie aspettative riguardo al lavoro e all’indipendenza economica. Ma la vera realizzazione, per una persona Down come per chiunque, si raggiunge trovando un equilibrio tra vita professionale e affetti ». Mamma Katia sorride. «Giovanni non si rende conto di tutta questa attenzione. O forse gli interessa poco. In fondo, vuole solo stare con suo fratello e le persone a cui vuole bene».

Fonte: Corriere del Veneto

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