Giovane varesino affetto da sindrome di down scrive al Papa e la Santa Sede risponde

Si chiama Alessandro, ha 17 anni e un sogno: conoscere quel Papa, venuto dall’altra parte del mondo, così simpatico e capace di riempire le piazze. Un bel giorno Alessandro, grande sportivo e “perfetto chirichetto”, decide di scrivergli una lettera, raccontando la sua storia e il suo desiderio di conoscerlo. È così, dopo un anno, ecco la risposta del Papa per la penna di Monsigno Wells, segretario degli Affari Generali della Segreteria della Santa Sede.
Pubblichiamo di seguito questo commovente scambio epistolare.


Caro Papa Francesco,
come stai? Io voglio conoscerti perché sei troppo simpatico e sorridi sempre. La tua piazza è sempre pienissima di gente e sembra che tu voglia abbracciare tutti. Lo so che sei molto impegnato e hai tante cose da fare e tante persone importanti da incontrare, ma vorrei diventare tuo amico e dire ai miei amici che ti ho conosciuto veramente. Io mi chiamo Alessandro, ho 17 anni e ho la Sindrome di Down e tifo Milan, mio fratello Andrea ha 14, non è Down ma ha un carattere… Mia mamma si chiama Laura e mio papà si chiama Pino, ma lui è in Paradiso da tanti anni. Io lo saluto guardando il cielo e quando il cuore mi batte forte è perché mi sta parlando, poi dico alla mamma cosa mi ha detto. Quando chiedo perché sono Down tutti mi dicono che è perché sono speciale, ma sono anche furbo perché quando non voglio fare qualcosa dico che non posso perché sono Down. Frequento la scuola La Nostra Famiglia e ho tanti compagni, ci sono ragazzi Down come me e altri che hanno caratteristiche diverse e siamo tutti amici. Io e Andrea andiamo all’oratorio, lui frequenta il Gruppo Adolescenti, io invece faccio il chierichetto e quando guardo Gesù sulla croce in chiesa vorrei medicare le sue ferite con dei cerotti e il disinfettante rosso ma la croce è troppo in alto. Devo convincere don Guido ad abbassarla.
Spero tanto di conoscerti. Per adesso ti saluto dalla televisione.
Ciao Francesco


Caro Alessandro,
È pervenuta la stimata lettera, con la quale hai voluto esprimere a Papa Francesco espressioni di affetto e vicinanza, raccontandoGli di te e della tua bella famiglia.
Sua Santità che ti pensa con amorevole tenerezza, ringrazia per i sentimenti che hanno motivato il filiale gesto e, mentre invoca l’intercessione della Madre di Dio, affinché possa sperimentare sempre la vicinanza di Gesù, il vero Amico che ti accompagna e ti sostiene in ogni momento, di cuore imparte a te, ad Andrea e alla mamma la benedizione Apostolica estendendola volentieri ai compagni di scuola, al Reverendo Don Guido e alla persone care. […] Anche io ti saluto cordialmente, augurando ogni bene nel Signore.

Monsignor Wells,
Assessore per gli Affari Generali della Segreteria di Stato della Santa Sede.

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