Eleonora, a 12 anni in campo contro i pregiudizi

Si chiama Eleonora Buono, ha 12 anni ed è affetta dalla sindrome di Down ma questo non le ha impedito, qualche giorno fa, di realizzare il suo primo, grande, sogno: quello di esordire con la sua squadra, l’Asd Ischia, nel campionato under 13 di pallavolo.

Eleonora, in campo contro i pregiudizi

Il suo allenatore, Mario Cambria, ha, infatti, deciso di schierarla nell’ultima parte dell’ultimo, e definitivo, set tra gli applausi commossi di papà Giovanni, mamma Lula, compagne di squadra e pubblico presente. Una passione nata quando era ancora troppo piccola, forse rubata alla sorella maggiore, Maria Cristina, attualmente giocatrice in serie D. Una passione che entrambi i genitori hanno voluto da subito assecondare e sostenere. E perché non farlo?

Eleonora affetta dalla sindrome di down non si è mai tirata indietro

C’è forse qualcosa, o qualcuno, che vieta a una bambina affetta da tale sindrome di poter giocare a pallavolo? E così la piccola Eleonora, spinta dall’amore della famiglia, ha cominciato a costruire, allenamento dopo allenamento, il suo tenero “capolavoro”. Con coraggio e tenacia senza mai tirarsi indietro, neanche davanti agli esercizi più duri, aiutata, in questo, anche dalle sue compagne di squadra, sempre pronte a incoraggiarla e a batterle il “cinque”. E lei campionessa già lo è, scusate se ci sbilanciamo un po’: di sorrisi prima di tutto, quelli che distribuisce ogni volta che ha la sua palla tra le mani, e di sport, ma nella sua accezione più alta.

Eleonora, salvata dallo sport

E sì, perché lo sport, prima che successi e medaglie, significa soprattutto divertimento e aggregazione, senza distinzione alcuna, neanche di cromosomi: “La storia di Ele è bellissima e dimostra, ancora una volta, come siano lontani i tempi in cui, pregiudizi ed emarginazione, incidevano sul benessere fisico e psicologico delle persone affette da sindrome di down”, come spiega lo stesso vice presidente dell’Associazione Italiana Persone Down. Un’ultima cosa…se mai vi dovesse capitare di incontrarla in una palestra chiedetele pure chi è, secondo lei, la più brava della squadra. Volete sapere cosa vi risponderà? “Io naturalmente!”. Evviva Eleonora!

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