Che spettacolo questa vita con Matilde

Riccardo Bianchi è il papà di Matilde, una bimba di 12 anni con la sindrome di Down. Da oltre un anno porta in giro per la provincia di Rimini lo spettacolo teatrale Cosa sai di me che ha un particolare punto di vista: quello dei genitori. Genitori e punto.

“Sì – racconta – perché in questi anni abbiamo promosso un sacco di progetti e iniziative per i nostri figli (attraverso l’associazione Crescere Insieme, di cui Riccardo è vicepresidente, ndr) ma ci siamo resi conto di non esserci mai raccontati. I genitori dei figli con difficoltà vengono spesso scambiati per eroi, altre volte per matti, altre ancora per persone a cui non va mai bene niente, persone tristi oppure arrabbiate con il mondo”.

 

Volevi raccontare la tua versione dei fatti, insomma?

“Proprio così. Anche se è un discorso molto personale. Volevo allora trovare un modo per raccontare la nostra esperienza di genitori di una bimba con la sindrome di Down senza però avere la pretesa di rappresentare nessuno oltre me stesso e la mia famiglia, perché poi ognuno vive queste cose in modo diverso”.

 

È uno spettacolo di musica e parole. Come lo hai costruito?

“Sono partito da dieci canzoni per me particolarmente significative, non tanto per il testo nella sua interezza, quanto per alcuni passaggi o immagini, o perché capaci di evocare in me emozioni profonde. Alla ricerca di un filo conduttore che le legasse, mi sono imbattuto in un post sul blog imprevisti.wordpress.com, ora diventato parte del libro Lo zaino di Emma (di Martina Fuga – ed. Mondadori) che mi è piaciuto molto e a cui mi sono ispirato per la scrittura dei testi recitati”.

 

Di cosa parli?

“Semplificando molto, sono dieci risposte a dieci domande che i genitori di persone con sindrome di Down si sentono rivolgere molto spesso. Poi non vi dico altro. Bisogna vederlo!”.

 

Dicci solo una cosa: ci sono più musiche oppure parole?

“Parlano le emozioni, la musica scavalca le parole. In 70 minuti di spettacolo parlo di me, della mia casa, della mia famiglia, del mio essere genitore di Matilde. Le musiche sono quelle di Samuele Bersani, Luca Carboni, Paolo Conte, Cristiano De André, Eugenio Finardi, Ivano Fossati, Luciano Ligabue, Negrita, Paul Weller… molte parole sono le mie”.

 

Matilde è al suo primo anno di scuola media, mi dicevi… “Sì. Tutto nuovo, nuovi compagni, nuove abitudini, nuovi ostacoli da superare e nuove avventure. Per tutti”.

Matilde è una bellissima bambina bionda. Una scout. Mi abbraccia e mi sorride quando mi vede. La sua mamma Evy la porta in bici, in giro per Rimini, e ogni volta che mi incontra ci tiene molto a raccontarmi dove sta andando, cosa deve fare di lì a poco, oppure cosa l’aspetta la domenica… quasi sempre una gita con gli scout, oppure una passeggiata in spiaggia, la messa con il coro e l’immancabile pranzo dalla nonna con gli zii e i cugini. Mi dice che in casa sua, sul frigo, c’è la scheda delle faccende da fare e che prende una stellina tutte le volte che porta a compimento una piccola, grande, missione. Quando mi è capitato di chiamare a casa sua per parlare con Riccardo oppure con Evy, tira sempre aria di movimento: “ Prendi Matilde…che io vado al telefono! Non scrivere sul tavolo. Raccogli quei giochi, vieni che impastiamo la piadina…”. Ma ho capito che in quella casa, quella che tira non è aria di movimento… è aria di vita.

 

Angela, un’ultima cosa. Puoi dire questo?

Cosa?, rispondo a Riccardo.

Guarda, è scritto nella locandina che distribuiamo in sala quando c’è lo spettacolo: tutte le offerte raccolte durante la serata sosterranno le attività di Crescere Insieme onlus, associazione di volontariato della provincia di Rimini, che promuove progetti per persone con sindrome di Down e disabilità intellettiva. Se questo viaggio tra musica e parole è stato di vostro gradimento, aiutateci a portarlo in giro per il mondo.Contattateci alla mail: info@riccardobianchi.net”.

E come no, Riccardo! Certo che lo dico.

 

Riccardo Bianchi e il suo spettacolo Cosa sai di me tornano sul palco domenica 31 gennaio.

L’appuntamento è al Teatro parrocchiale di Ospedaletto di Coriano. Sipario alle ore 17

 

Angela De Rubeis

Settimanale Il Ponte

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